ARVALIA ONLINE

Il Municipio

I Nostri Servizi

Beni Culturali

Natura

Servizi Pubblici

Le Rubriche

Partecipa

Arvalia News

Ricerca

Segnala

Link Utili

Contattaci

 


 

 

 

BENI CULTURALI

Progetto di riqualificazione | Via Portuense | Necropoli di Via Belluzzo
Castello della Magliana | Catacombe di Generosa | Santa Passera
| Forte Portuense
Pozzo Pantaleo
| Torre Righetti | Visite consigliate | Bibliografia


Santa Passera

Situata tra via della Magliana e il Tevere, con la facciata rivolta verso il fiume, la chiesa di Santa Passera è dedicata ai santi Ciro e Giovanni, due martiri uccisi in Egitto durante la persecuzione di Diocleziano. Una leggenda narra che i loro corpi furono portati al sicuro a Roma e sepolti proprio a Santa Passera, in un luogo inaccessibile.

Il nome Santa Passera deriva dalla corruzione avvenuta nel corso dei secoli dal nome "Abba Cyrus" (Padre Ciro) attraverso le forme di Abbaciro, Appaciro, Appacero, Pacero e Pacera.
L'origine della chiesa è incerta per la mancanza di documenti e notizie sicure. Senza dubbio è stata edificata riutilizzando un preesistente edificio funerario romano costruito nella seconda metà del II secolo d.C. Di questo rimangono in parte la muratura della facciata, l'aula quadrangolare al piano inferiore ed il piccolo ipogeo.

L'attuale struttura della chiesa, che si presenta a navata unica, col tetto a travature di legno e l'abside sul fondo rialzata di un gradino, è il risultato di successivi interventi, che si conclusero intorno alla prima metà del IX secolo. Altri interventi furono realizzati in seguito per garantire la stabilità dell'edificio, situato in una zona sottoposta alle piene del fiume.

La chiesa conserva ancora interessanti affreschi, in gran parte deteriorati a causa dell'incuria in cui fu lasciata nei secoli. Sulla parete di sinistra sono visibili due pannelli databili alla prima metà del IX secolo, recentemente restaurati. In quello inferiore sono rappresentati cinque santi orientali, raffigurati secondo l'iconografia bizantina del tempo, che doveva ispirare anche la decorazione delle altre pareti.

Gli affreschi dell'abside e la decorazione dell'arco sono della metà del XIII secolo. Nella volta sono raffigurati il Salvatore con i santi Pietro, Paolo, Giovanni Evangelista e Giovanni Battista.
Nella curva dell'abside vediamo in un pannello la Vergine col Bambino, l'arcangelo Michele e i santi Giacomo e Antonio da Padova; nell'altro il Salvatore con i santi Ciro e Giovanni.

Il piano inferiore è composto da un'aula quadrangolare e da una stanza più stretta, dalla quale si accede al piccolo ipogeo, in cui sarebbero stati sepolti i resti dei martiri.

Gli affreschi dell'aula e dell'ipogeo, realizzati nel XIV secolo, sono ora del tutto scomparsi. Nell'ipogeo sono ancora visibili le preesistenti pitture funerarie romane del III secolo d.C.

In particolare sulla parete di fronte alle scale, racchiuse fra linee rosse, vi sono tre figure: un uccello in volo, una donna con in mano la bilancia (la Giustizia) ed un atleta (forse un pugile). Sulla volta si scorgono ancora stelle ad otto punte e motivi decorativi.

La facciata - La pianta - La navata