Santa Passera
Situata tra via della Magliana e il
Tevere, con la facciata
rivolta verso il fiume, la chiesa di Santa Passera è dedicata ai santi Ciro e Giovanni, due martiri uccisi in Egitto
durante la persecuzione di Diocleziano. Una leggenda narra che i loro corpi furono portati
al sicuro a Roma e sepolti proprio a Santa Passera, in un luogo inaccessibile.
Il nome Santa Passera deriva dalla corruzione avvenuta nel corso dei secoli dal nome "Abba Cyrus" (Padre Ciro) attraverso le forme di
Abbaciro, Appaciro, Appacero, Pacero e Pacera.
L'origine della chiesa è incerta per la mancanza di
documenti e notizie sicure. Senza dubbio è stata edificata riutilizzando un preesistente
edificio funerario romano costruito nella seconda metà del II secolo d.C. Di questo
rimangono in parte la muratura della facciata, l'aula quadrangolare al piano inferiore ed
il piccolo ipogeo.
L'attuale struttura della chiesa, che si presenta a navata
unica, col tetto a travature di
legno e l'abside sul fondo rialzata di un gradino, è il risultato di successivi
interventi, che si conclusero intorno alla prima metà del IX secolo. Altri interventi
furono realizzati in seguito per garantire la stabilità dell'edificio, situato in una
zona sottoposta alle piene del fiume.
La chiesa conserva ancora interessanti affreschi, in gran
parte deteriorati a causa dell'incuria in cui fu lasciata nei secoli. Sulla parete di
sinistra sono visibili due pannelli databili alla prima metà del IX secolo, recentemente
restaurati. In quello inferiore sono rappresentati cinque santi orientali, raffigurati
secondo l'iconografia bizantina del tempo, che doveva ispirare anche la decorazione delle
altre pareti.
Gli affreschi dell'abside e la decorazione dell'arco sono
della metà del XIII secolo. Nella volta sono raffigurati il Salvatore con i santi Pietro,
Paolo, Giovanni Evangelista e Giovanni Battista.
Nella curva dell'abside vediamo in un pannello la Vergine col Bambino, l'arcangelo Michele
e i santi Giacomo e Antonio da Padova; nell'altro il Salvatore con i santi Ciro e
Giovanni.
Il piano inferiore è composto da un'aula
quadrangolare e da una stanza più stretta, dalla quale si accede al piccolo ipogeo, in
cui sarebbero stati sepolti i resti dei martiri.
Gli affreschi dell'aula e dell'ipogeo, realizzati nel XIV secolo, sono ora del tutto
scomparsi. Nell'ipogeo sono ancora visibili le preesistenti pitture
funerarie romane del III secolo d.C.
In particolare sulla parete di fronte alle scale, racchiuse fra linee rosse, vi sono tre
figure: un uccello in volo, una donna con in mano la bilancia (la Giustizia) ed un atleta
(forse un pugile). Sulla volta si scorgono ancora stelle ad otto punte e motivi
decorativi.
La
facciata
- La
pianta - La
navata
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