Catacombe di Generosa
Secondo la tradizione, le Catacombe hanno
origine dalla sepoltura, al loro interno, dei corpi dei martiri
Simplicio e Faustino, uccisi nel 303 d. C. durante le persecuzioni ordinate da
Diocleziano. Le loro spoglie, raccolte dalla sorella Beatrice, furono deposte in una cava
di pozzolana di proprietà di una ricca matrona di nome Generosa.
La località era conosciuta anche come "ad sextum Philippi", perché posta al
sesto miglio della via Campana.
In seguito anche Beatrice fu seppellita insiema ai fratelli.
Intorno a questo nucleo originario nasque un piccolo cimitero con gallerie sotterranee,
utilizzato dalla popolazione locale.
Nel 382 papa Damaso fece costruire, a ridosso delle tombe dei
martiri, una basilica a tre navate, i cui resti sono ancora
visibili. Da una apertura posta al centro dell'abside, la "fenestrella
confessionis", i fedeli potevano osservare direttamente le tombe dei martiri.
L'ingresso alle catacombe era posto sulla destra dell'abside.
Alla fine del IV secolo non si usarono più le gallerie e le sepolture vennero fatte
nell'area esterna alla basilica.
Nel 682 papa Leone II fece trasportare i resti dei martiri alla chiesa di S. Bibiana
all'Esquilino, per motivi di sicurezza. Ciò portò ad un progressivo abbandono del
piccolo cimitero che presto venne dimenticato. Dopo più di un millennio d'oblio, fu
riscoperto casualmente nel 1868, durante gli scavi di ricerca del tempio pagano della dea
Dia.
Le gallerie, strette e irregolari, in perte inesplorate, si
estendono per un'area di circa 2.600 mq, ad una profondità
di 8 metri rispetto alla cima del colle su cui sorge il cimitero. Presentano loculi di
varie grandezze, posti su tre o quattro piani, così da poter sfruttare al massimo lo
spazio disponibile. I defunti venivano deposti orizzontalmente nelle cavità scavate nel
tufo, che venivano chiuse con tegole e calce.
All'interno delle Catacombe spicca l'affresco "Coronatium
Martyrum", recentemente restaurato, dipinto nel cubicolo dove furono sepolti i
martiri. L'affresco raffigura il Salvatore con i santi Beatrice, Simplicio, Faustino e
Rufiniano.
In una tomba ad arcosolio, in cui si ritiene possa essere stata sepolta la matrona
Generosa, altri affreschi, ora in cattive condizioni, raffigurano il sacrificio di Isacco,
il Buon Pastore e pecore al pascolo.
Nella galleria principale, sulle pareti vicine all'attuale ingresso, sono state murate
alcune epigrafi in marmo, rinvenute nel cimitero esterno
durante le campagne di scavi condotte nel secolo scorso.
Di particolare rilievo è quella dedicata ad un certo Elio Olimpo,
realizzata nel 382 d.C., che costituiva parte del pavimento della navata principale della
basilica sovrastante.
Dal 1980 al 1986 sono stati condotti importanti scavi archeologici in quest'area da parte
dell'Ecole Française di Roma. Tali ricerche hanno consentito di fissare le esatte
dimensioni della basilica di papa Damaso (precisamente m. 20x14), notevolmente superiori a
quelle ipotizzate nel passato.
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