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Speciale Archeologia

S. Passera una chiesa  
dedicata ad una santa immaginaria

Situata tra via della Magliana e il Tevere, con la facciata rivolta verso il fiume, la chiesa di S.ta Passera è in realtà dedicata ai santi Ciro e Giovanni, due martiri uccisi in Egitto durante la persecuzione di Diocleziano. Una leggenda narra che i loro corpi furono portati al sicuro a Roma e sepolti proprio a S.ta Passera, in un luogo inaccessibile. La loro festa ricorre il 31 gennaio.
Il nome S.ta Passera è il risultato della corruzione avvenuta nel corso dei secoli del nome “Abba Cyrus” (Padre Ciro) attraverso le forme di Abbaciro, Appaciro, Appacero, Pacero e Pacera.
L’origine della chiesa è incerta per la mancanza di documenti e notizie sicure. Senza dubbio è stata edificata riutilizzando un preesistente edificio funerario romano costruito nella seconda metà del II secolo d.C. Di questo rimangono in parte la muratura della facciata, l’aula quadrangolare al piano inferiore ed il piccolo ipogeo. 
L’attuale struttura della chiesa, che si presenta a navata unica, col tetto a travature di legno e l’abside sul fondo rialzata di un gradino, è il risultato di successivi interventi, che si conclusero intorno alla prima metà del IX secolo. Altri interventi furono realizzati in seguito per garantire la stabilità dell’edificio, situato in una zona sottoposta alle piene del fiume. 
La chiesa conserva ancora interessanti affreschi, in gran parte deteriorati a causa dell’incuria in cui questa fu lasciata nei secoli. Sulla parete di sinistra sono visibili due pannelli databili alla prima metà del IX secolo, recentemente restaurati. In quello inferiore sono rappresentati cinque santi orientali, raffigurati secondo l’iconografia bizantina del tempo, che doveva ispirare anche la decorazione delle altre pareti.
Gli affreschi dell’abside e la decorazione dell’arco sono della metà del XIII secolo. Nella volta sono raffigurati il Salvatore con i santi Pietro, Paolo, Giovanni Evangelista e Giovanni Battista. Nella curva dell’abside vediamo in un pannello la Vergine col Bambino, l’arcangelo Michele e i santi Giacomo e Antonio da Padova; nell’altro il Salvatore con i santi Ciro e Giovanni. 
Il piano inferiore è composto da un’aula quadrangolare e da una stanza più stretta, dalla quale si accede al piccolo ipogeo, in cui sarebbero stati sepolti i resti dei martiri.
Gli affreschi dell’aula e dell’ipogeo, realizzati nel XIV secolo, sono ora quasi del tutto scomparsi. 
Nell’ipogeo sono ancora visibili le preesistenti pitture funerarie romane del III secolo d.C. In particolare sulla parete di fronte alle scale, racchiuse fra linee rosse, vi sono tre figure: un uccello in volo, una donna con in mano una bilancia (la Giustizia) ed un atleta (forse un pugile). Sulla volta si scorgono ancora stelle ad otto punte e motivi decorativi. 

Indice Speciale Archeologia